Le nostre radici

All’inizio degli anni Sessanta i miei suoceri acquistarono un terreno allora incolto nella piana di Grammichele. Mio suocero possedeva già un piccolo agrumeto di famiglia sull’Etna, ma desiderava crearne uno tutto suo in una zona particolarmente vocata alla coltivazione degli agrumi.

Con pazienza e determinazione iniziò a trasformare quel terreno in un’azienda agricola. Nacque prima un vivaio e, poco dopo, vennero messi a dimora i primi alberi che avrebbero dato origine all’agrumeto. Furono anni di lavoro intenso, nei quali ogni nuovo filare rappresentava una scommessa sul futuro.

Le fotografie che seguono raccontano quei primi anni meglio di qualsiasi descrizione. Da una parte il vivaio appena avviato con mio suocero al lavoro, dall’altra mia suocera insieme alle due figlie ancora bambine.

In quelle immagini sono già presenti gli elementi che avrebbero accompagnato tutta la storia di Coda di Volpe: la famiglia, il lavoro e il legame con la terra.

Oggi queste fotografie rappresentano una delle poche testimonianze rimaste di quegli anni pionieristici, quando l’agrumeto muoveva i suoi primi passi e la storia di Coda di Volpe era ancora tutta da scrivere.

Nei primi anni di vita dell’agrumeto furono realizzate le infrastrutture indispensabili per il lavoro quotidiano. La prima fu il magazzino aziendale, che nei periodi di maggiore attività veniva utilizzato anche come abitazione.

L’agrumeto continuava intanto a crescere, ma non era l’unica cosa a cambiare. Nelle fotografie compaiono ancora le due bambine già viste nelle immagini precedenti. Mentre gli alberi mettevano radici e l’azienda prendeva forma, anche la loro infanzia scorreva tra i campi e le attività della campagna.

Qualche anno più tardi venne realizzata una grande vasca per l’irrigazione, destinata ad accumulare durante l’estate l’acqua estratta dai pozzi aziendali. Fu un’opera importante, che contribuì ad accompagnare la crescita dell’agrumeto e a migliorarne la gestione.

Anche questa fotografia racconta il passare del tempo. Le due bambine della foto precedente nel frattempo sono diventate due ragazze. Quella sulla destra sarebbe poi diventata mia moglie.

Nel frattempo anche la nostra vita si intrecciava sempre di più con quella dell’agrumeto. Con il passare degli anni una nuova generazione iniziò a frequentare Coda di Volpe, trasformando quello che era nato come un progetto agricolo in un luogo profondamente legato alla storia della famiglia.

Per i nostri figli l’agrumeto non era un’azienda agricola, ma un luogo di scoperta e di avventure. Passavano il tempo con i nonni, osservavano il lavoro nei campi, seguivano con curiosità i trattori e tutti quei piccoli grandi lavori che scandivano la vita dell’azienda.

A quel tempo nessuno immaginava che, molti anni dopo, qualcuno di loro avrebbe contribuito a mantenerne viva la storia.

Ogni visita a Coda di Volpe era un’occasione per imparare qualcosa di nuovo. I trattori sembravano dei giocattoli affascinanti e l’idea di poterli guidare come vedevano fare ai contadini li entusiasmava. Gli attrezzi agricoli e il lavoro nei campi diventavano momenti di gioco ma anche di osservazione e curiosità.

L’agrumeto entrava così, poco alla volta, nella loro quotidianità, diventando uno sfondo familiare dei ricordi d’infanzia.

Negli anni Novanta l’azienda continuò a svilupparsi. Venne realizzato un grande invaso per raccogliere l’acqua durante l’inverno e fu installato un impianto di irrigazione interrato che consentiva di utilizzare al meglio le risorse disponibili.

Si trattò di un intervento importante che migliorò la gestione dell’acqua e contribuì a rendere l’azienda più efficiente e preparata ad affrontare i periodi più siccitosi. Furono anni di lavoro intenso e di cambiamenti che hanno lasciato un segno duraturo nell’agrumeto.

Anche durante questi lavori la campagna continuò a essere un luogo vissuto dalla famiglia. I bambini crescevano insieme all’azienda, osservando da vicino le trasformazioni dell’ambiente che li circondava e partecipando, a modo loro, alla vita dell’agrumeto.

Per molti anni mio suocero continuò a guidare l’azienda, seguendone ogni aspetto e accompagnandone la crescita. Poi, nel 2009, la sua improvvisa scomparsa ci costrinse ad affrontare una domanda che fino ad allora avevamo sempre rimandato: quale sarebbe stato il futuro di Coda di Volpe?

Io avevo il mio lavoro universitario, mia moglie insegnava e i nostri figli erano impegnati nei loro studi e nelle loro attività. Continuare a gestire l’azienda avrebbe richiesto tempo, energie e competenze che nessuno di noi aveva mai pensato di dover mettere in campo.

Eppure, di fronte a quella scelta, nessuno ebbe dubbi. Coda di Volpe non era semplicemente un agrumeto. Era una parte della nostra storia familiare, dei nostri ricordi e della vita di tre generazioni. Rinunciare all’azienda avrebbe significato perdere qualcosa che andava ben oltre il suo valore economico.

Nel 2012 assunsi direttamente la gestione dell’azienda, trovandomi ad affrontare problemi e responsabilità completamente nuovi. Uno dei primi clienti mi definì scherzosamente “un professore prestato all’agricoltura”. È un’espressione che mi è rimasta cara e che, in fondo, descrive bene il percorso iniziato in quegli anni.

Sono trascorsi molti anni da quando è stata scattata questa fotografia. Nel frattempo i figli sono diventati adulti, hanno seguito strade diverse e costruito le proprie vite, ma il legame con Coda di Volpe non si è mai interrotto.

Ognuno contribuisce secondo le proprie competenze e possibilità: chi segue gli aspetti amministrativi, chi si occupa della comunicazione, chi collabora alla logistica e alle spedizioni. Mia moglie continua ad essere una presenza indispensabile nelle giornate di lavoro in campagna, mentre io, finché le energie me lo consentono, continuo a occuparmi un po’ di tutto.

Negli anni abbiamo però dovuto affrontare anche dei distacchi. Mia suocera, che per lungo tempo è stata la memoria storica dell’azienda e il filo che univa le diverse generazioni della famiglia, ci ha lasciati. La sua presenza continua però ad accompagnarci nei ricordi e in tutto ciò che ha contribuito a costruire.

Molte cose sono cambiate rispetto agli anni Sessanta, ma non lo spirito con cui questa avventura è iniziata. L’agrumeto continua a vivere grazie al lavoro, all’affetto e all’impegno della nostra famiglia.

Insieme continuiamo a far vivere Arance Coda di Volpe.